GRUNIVERSITA’

La città che è, la città che sarà

Premessa

Poche settimane fa è stato firmato l'accordo di programma tra Università, Regione e Città di Grugliasco che rende praticabile e concreta la realizzazione di un nuovo campus universitario che ospiterà i dipartimenti di chimica e scienze della Terra accanto ai dipartimenti Agraria e Medicina Veterinaria. Circa 4000 studenti si aggiungeranno a quelli che già oggi frequentano le facoltà presenti e con loro giungeranno nuovi docenti, attività di ricerca, formazione, didattica. Con il loro arrivo si potranno generare collaborazioni con le imprese e nuove start-up in ambito energetico, alimentare, chimico, sui temi della salute e della biologia.

È questa, senza alcun dubbio, la più grande occasione di sviluppo e trasformazione che si presenta oggi, concretamente, davanti agli occhi della città. È una sfida bellissima, ma complessa. Difficile, perché se da un lato è evidente la possibilità di trasformare Grugliasco in città universitaria, dall’altro il rischio è quello che la nuova università usi il territorio senza trasformarlo, che gli studenti lo attraversino ma senza abitarlo.

Per affrontare questa sfida abbiamo allora bisogno di un mix di politiche che riguardano più ambiti dell’attività amministrativa, ed in particolare abbiamo bisogno di:

  • intervenire sulla mobilità per non aggravare ulteriormente il traffico cittadino, in particolare nella zona di corso Torino e del cavalcavia già oggi intasato;
  • intervenire sulla disponibilità di alloggi per gli studenti universitari in modo che abbiano un’offerta competitiva che li porti ad abitare Grugliasco e non solo attraversarla;
  • incentivare la realizzazione di servizi agli studenti e l’apertura di realtà commerciali in grado di riconoscerne i bisogni e rispondere alla domanda che possono produrre;
  • costruire luoghi e momenti in cui sia possibile far incontrare i giovani della città e quelli che frequentano l’Università;
  • sviluppare e costruire connessioni e reti fra le aziende del territorio e le specializzazioni dell’Università;
  • ricercare spazi e finanziamenti per sfruttare a pieno il potenziale di ricerca e produzione della nuova Università (ad esempio promuovendo la possibilità di veder nascere Spin-off e Startup in ambiti connessi alle specializzazioni dei diversi dipartimenti).

 

E’ questa una sfida che, evidentemente, non si può vincere da soli ma riguarda tutta la la città, il suo tessuto sociale ma anche quello commerciale ed imprenditoriale, anche oltre l’orizzonte cittadino. La volontà e la capacità di tessere relazioni e fare rete saranno in questa sfida tanto importanti quanto le idee e le proposte.

LE NOSTRE PRINCIPALI PROPOSTE

Alcune di queste proposte sono già presenti in altre schede ma vengono ri-segnalate poiché completano il quadro delle iniziative collegate alla trasformazione in Città universitaria

1
realizzazione degli edifici dei nuovi dipartimenti universitari nell’area adiacente l’attuale università con un finanziamento di 48.000.000 di Euro per il primo lotto disponibile immediatamente e la progettazione esecutiva del secondo fino ad un importo di circa 90 milioni di euro, di cui il 50% già disponibili con fondi MIUR e la restante parte in fase di definizione da parte dell'Università
2
realizzazione di impianti sportivi collegati al nuovo campus Universitario ma accessibili ai grugliaschesi e promotore di attività sportive oggi non presenti sul territorio, dunque in connessione e non in competizione con l’offerta sportiva già presente
3
ricerca di investitori pubblici e privati per il recupero e la ristrutturazione delle aree dell’ex Ospedale Psichiatrico del Parco Lorenzoni per realizzare alloggi per il nuovo campus universitario
4
mappatura degli spazi e degli edifici utilizzabili con destinazione a campus universitario e ricerca di investitori pubblici e privati che investano su strutture e aree adiacenti per realizzare servizi e residenze
5
realizzazione di un pacchetto di incentivi e sgravi per i grugliaschesi per affittare a studenti
6
abbattimento del muro che separa Parco Lorenzoni da via Leonardo da Vinci, per collegare, anche fisicamente, i dipartimenti ed il campus universitario al resto della città
7
interventi sulla mobilità nell’area circostante che riqualifichino il territorio e abbattano il traffico: realizzazione della Bretella di Borgata Quaglia che costeggi la borgata e renda Via Quarto dei Mille a senso unico; realizzazione del sottopasso della ferrovia; nuova fermata del servizio ferroviario metropolitano a Borgata Quaglia/Lesna; riqualificazione Via Leonardo Da Vinci
8
sviluppo di progetti di coabitazione solidale rivolti a giovani, riducendo i canoni di locazione in cambio di ore di volontariato durante la giornata a favore delle persone fragili che abitano le case
9
uso delle incentivazioni possibili (ad esempio attraverso la defiscalizzazione, contributi a fondo perduto, prestiti a tasso agevolato) per facilitare l’apertura nelle vie limitrofe alla nuova Università di attività commerciali/imprenditoriali rivolte a giovani e di esercizi commerciali aperti dagli stessi giovani e sviluppo social street
10
utilizzo delle aree di proprietà del comune per lo sviluppo di progetti sperimentali (ricerca, innovazione e sviluppo) e per la realizzazione di startup giovani messe in relazione con aziende del territorio e patto territoriale
11
recupero ed ampliamento della Biblioteca Civica, con ampliamento spazi e orari di apertura per venire incontro alla domanda crescente di aule studio
12
Progetto Spazi Giovani attraverso il recupero e riutilizzo di spazi pubblici per la realizzazione di luoghi “qualificati” per giovani adulti, giovani famiglie, universitari ed associazioni. a Tal proposito si possono citare il recupero della biblioteca civica, del parco di Villa Claretta, della stessa Villa nell’Ipotesi che il Museo della Memoria Granata si sposti nel nascente Stadio Filadelfia
13
progetto “Give Back”, ovvero percorso di valorizzazione delle nostre eccellenze giovanili attraverso accordi con i dipartimenti universitari presenti per offrire l’opportunità di effettuare Master e Corsi di Laurea chiedendo in cambio una “restituzione” alla comunità

 LA PRIMA COSA DA FARE PER LA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE
LA PRIMA DELIBERA

delibera di indirizzo che avvii e definisca il quadro di attività di un tavolo di lavoro che raccolga soggetti diversi (università, commercianti, imprese, operatori edilizia, Istituti Scolastici del Territorio….) che possa  sostenere l’Amministrazione nell’ideazione e realizzazione di politiche efficaci nella transizione della città verso un modello di città universitaria.

L’INNOVAZIONE POSSIBILE

Il cuore del progetto è la costruzione di un’alleanza forte, cementata attraverso la sottoscrizione di un apposito protocollo di intesa, tra tutti i soggetti che per interessi diretti e competenza possono contribuire alla definizione di ipotesi progettuali e politiche capaci di sviluppare al meglio la transizione verso “città Universitaria”. Partendo dagli stessi referenti dei dipartimenti presenti, sino alle imprese che potrebbero investire nella realizzazione di strutture e servizi, si vuole avviare un percorso capace di disegnare i diversi aspetti/fronti di impatto e ricaduta che l’arrivo dei nuovi dipartimenti potrebbe avere sulla città e, di conseguenza, condividere un disegno di progetti e politiche che ne sfrutti al meglio le potenzialità.

 

Il progetto, coordinato dall’Amministrazione, prevedrebbe in sintesi:

  • l’individuazione dei soggetti chiamati a partecipare ad un apposito tavolo di lavoro sullo sviluppo della città universitaria (referenti dell’Università, commercianti, imprese, operatori in ambito edile, Istituti Scolastici del Territorio, cssociazioni di categoria, organizzazioni sindacali, un nucleo di cittadini..);
  • la sottoscrizione di un protocollo di intesa che individui e definisca l’impegno di ciascun soggetto seduto intorno al tavolo;
  • una prima fase di confronto e riflessione sulle principali sfide che si aprono nella trasformazione in città universitaria;
  • l’individuazione di ambiti di riflessione specifica (politiche abitative, servizi a studenti e docenti, integrazione città università, politiche commerciali….);
  • l’avvio di tavoli di lavoro specifici su ciascuno degli ambiti individuati;
  • la costruzione di ipotesi progetti specifiche sui temi individuati come prioritari e la redazione di un piano complessivo delle azioni e delle priorità in termini politici per gestire al meglio la transizione;
  • la ricerca di risorse per sostenere i diversi progetti, che in parte potranno essere finanziati dall’Amministrazione ed in parte potranno concorrere a bandi ed altre forme di finanziamento.
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